Tao Te Ching


L'amorevolezza della Natura

"Il Cielo e la Terra non usano carità,
tengono le diecimila creature per cani di paglia.
Il santo non usa carità
tiene i cento cognomi per cani di paglia."
Cap. V, 1-4

A volte noi uomini guardiamo alla natura come ad una madre severa, che non si prende cura amorevolmente dei suoi figli: osserviamo con sconcerto il leone che sbrana la gazzella mentre ancora respira; non comprendiamo come una madre possa esser così crudele da gettare dal nido alcuni suoi piccoli; ci chiediamo senza risposta perché cataclismi naturali continuino a infierire su luoghi già devastati. A questi giudizi contrapponiamo ciò che invece ci sembra prova dell'amore di un essere evoluto: prendiamo decisioni per i nostri figli indirizzandoli dove a noi sembra più opportuno; pretendiamo solo per noi tutto l'amore di una persona che ci è vicina.

In realtà, se riusciamo a guardare al di là delle apparenze e del velo dei nostri desideri, ci apparirà come queste posizioni siano invertite.

Nel regno dell'Autentico, dove le "scuse" non esistono e ogni momento siamo posti di fronte a ciò che realmente è, sotto questo cielo, la madre amorevole sa che senza il sacrificio dei figli più deboli, che non sarebbero mai riusciti a volare da soli, tutta la nidiata sarebbe perita; e così come la notte segue il giorno, nell'ordine della natura il leone deve sbranare ogni giorno una gazzella affinché il mondo continui a girare ancora una volta. Semplicemente onorando le leggi che regolano la vita, lasciando che esse possano esprimersi nella loro purezza, partecipiamo al perpetuarsi dell'esistenza, forte e libera. Ci riappropriamo così del nostro posto nell'ordine della natura, e così facendo torniamo a casa. Esse sono le regole di questo mondo; giudizi come "crudeltà" e "ingiustizia" appartengono solo alle nostre menti: il Tao non li conosce. Perciò si dice che il Tao tratta gli uomini come cani di paglia: di fronte al Tao tutte le diecimila creature sono uguali, ciascuna un pezzetto dell'energia primordiale che emanò da Wu Ji, il vuoto abissale che tutto contiene.

E così, il sole illumina ogni cosa: non sceglie a chi concedere il calore dei propri raggi, e non li nega o concede per antipatie o simpatie; un albero non sceglie chi riparare con le proprie fronde: dal santo all'assassino, a colui che dopo lo abbatterà, tutti possono nutrirsi dei suoi frutti fino ad esserne sazi. Chi degli uomini ama fino a questo punto?