Tao Te Ching


Entrare ed uscire

"Uscire è vivere, entrare è morire."
Cap. L, 1.

Gli ideogrammi 出 Chu (uscire) e 入 Ru (entrare) si riferiscono a due leggi celesti ben precise: la nascita e la morte. Però, a differenza di quel che si potrebbe pensare, Chu (uscire) rappresenta il processo della nascita, Ru (entrare) quello della morte: è evidente quindi che gli atti di entrare e uscire non sono riferiti alla vita umana, nel corpo fisico, poiché queste corrispondenze allora risulterebbero invertite.

E infatti il Tao dice, «Uscire è vivere, entrare è morire.»

Il punto di vista di LaoZi, in questo verso, è quello dello Spirito (神 Shén), che nella nascita abbandona, uscendo, la propria dimensione libera (qua in occidente diremmo forse il piano della manifestazione sottile) per incarnarsi in un corpo fisico e intraprendere la fase della vita materiale (nella manifestazione grossolana). Viceversa, al momento della morte, lo Spirito abbandona il corpo ormai logoro, e ri-entra nella propria dimensione sottile. Dal punto di vista spirituale, questi due passaggi, Chu e Ru, sono due momenti fondamentali dell’esistenza, ma si riducono appunto a due passaggi, che lo Spirito ripete infinite volte: non assumono l’importanza di un Alfa e un Omega assoluti prima e dopo i quali non v’è nulla.

Nella visione orientale dell’esistenza, dove la rinascita gioca un ruolo fondamentale, nascita e morte hanno quindi una valenza molto diversa di quella che gli attribuiamo noi occidentali. Lo Spirito permane immutato attraverso questi due passaggi, entrando e uscendo dal corpo, che altro non è (o dovrebbe essere) uno strumento o veicolo che lo Spirito usa per uno scopo ben preciso e che, quando esso non è più in grado di contenerlo (perché soggetto al decadimento comune a tutto ciò che è terreno), lo abbandona.

Lo Spirito non prova dolore in questo: e in questo passaggio esso ritorna a casa, come un uomo che rientra a sera, dopo una giornata di lavoro. Il dolore e la paura causati dalla morte (a volte anche dal suo solo pensiero) sono in realtà provati solo dalla mente a causa dei suoi attaccamenti egoici, la quale sì perisce insieme al corpo, essendo costituita della stessa essenza. Non potendo quindi accompagnare lo Spirito nel suo viaggio al di là della vita e della morte, per lei non v’è rinascita né trasmigrazione, come per tutto ciò che non è autentico sotto questo cielo.